FAQs

Q?

Lo sapevi che anche il cane adulto puo` avere parassiti gastrointestinali?

A.

Non solo il cucciolo di cane patisce le infestazioni da parassiti gastroenterici, infatti i cosiddetti “vermi” possono essere presenti nell’apparato digerente anche di un cane adulto, e trattasi delle stesse famiglie di parassiti che si ritrovano nel cucciolo, come Ascaridi, Ancilostomi e Tenie.
Questi parassiti rappresentano sempre un problema sanitario importante, poiche` hanno evidenti e molteplici effetti sulla salute del tuo cane, oltre che diffondersi nell’ambiente contaminato dalle feci del cane. E` opportuno fare controllare il tuo cane per parassitosi almeno una volta l’anno, e` una procedura molto semplice e veloce, che richiede poco impegno. Un piccolo campione di feci verra` sottoposto all’esame coprologico ed in caso di positivita` un semplice trattamento antiparassitario risolve il problema del tuo cane.

Q?

Lo sapevi che fino al 60-70% dei gatti puo` soffrire d’insufficienza renale cronica (IRC)?

A.

Le manifestazioni cliniche dell’insufficienza renale cronica del gatto sono spesso aspecifiche, ed i segni più comuni sono rappresentati da disidratazione, anoressia, letargia e perdita di peso. Polidipsia e poliuria (PU/PD), che sarebbero considerate le principali manifestazioni dell’insufficienza renale cronica del cane, vengono segnalate molto meno frequentemente
nel gatto, in parte, forse, a causa dello stile di vita di questi animali (minore riconoscimento della PU/PD), ma probabilmente anche perché molti di essi mantengono una capacità di concentrazione dell’urina in presenza di insufficienza renale cronica molto superiore a quella del cane.
La diagnosi dell’insufficienza renale cronica si basa solitamente sui segni clinici associati alla dimostrazione della presenza di iperazotemia e di una non appropriata concentrazione
dell’urina. L’inadeguata assunzione di acqua nell’insufficienza renale cronica è associata a disidratazione, riduzione della perfusione renale ed ulteriore compromissione della funzione dell’organo I gatti con scompenso acuto richiedono una fluidoterapia endovenosa e la rivalutazione dell’iperazotemia dopo correzione della disidratazione, per consentire una
valutazione accurata della funzione renale. Mantenere adeguata l’assunzione di fluidi è di primaria importanza nell’insufficienza renale cronica, ed i proprietari devono essere
informati della poliuria obbligatoria che spesso accompagna la malattia e, quindi, della conseguente necessità per l’animale di avere libero accesso all’acqua.
E` quindi buona norma far fare al gatto visite di routine e di controllo, almeno due volte l’anno, eseguendo uno screening completo degli esami del sangue, con profilo metabolico nonche esame dell’urine.

Q?

Lo sapevi che il tumore della mammella e` la neoplasia piu diffusa nel cane?

A.

Le neoplasie della mammella sono in ordine di frequenza le più comuni nella femmina di cane e al secondo posto dopo i tumori cutanei, se si considerano i soggetti di entrambi i sessi (anche i maschi possono essere colpiti con una frequenza del 1%).
Le neoplasie mammarie sono molto spesso maligne, con una percentuale del 50% circa. Colpiscono generalmente femmine in età avanzata, intorno ai 10-11 anni e alcune razze più di altre, come gli spaniel, i Barboni, i terrier e il Pastore tedesco. I tumori mammari si possono presentare come masse di dimensioni variabili (da pochi mm a diversi cm), a livello di una o più mammelle, di consistenza dura ed elastica, talvolta cistica. Lo sviluppo dei tumori della mammella nel cane e nel gatto è prevalentemente su base ormonale: il rischio di sviluppare il cancro della mammella è pari allo 0,05 % nelle cagne sterilizzate prima della pubertà, sterilizzando dopo il primo calore sale all’ 8 % e addirittura al 26% se la cagna è sterilizzata dopo il secondo calore .
Il trattamento delle neoplasie mammarie è essenzialmente chirurgico Importantissimo è eseguire un esame istologico prendendo più campioni da ciascun nodulo asportato e allegando al reperto i linfonodi regionali. La prognosi è correlata alla dimensione delle masse presenti, alla malignità del tipo di tumore, alla sua diffusione, all’età del cane, e ad altri fattori.

Q?

Lo sapevi che la Sicilia e` una delle regioni piu` a richio per la Leishmaniosi canina?

A.

La leishmaniosi è diffusa nelle zone del centro-sud Italia, cioè nelle zone costiere del Mediterraneo, comprese le isole. Ma negli ultimi anni, in seguito al riscaldamento globale e alla movimentazione dei cani durante il periodo favorevole delle vacanze estive, si sta assistendo alla diffusione della patologia anche nelle zone del nord Italia, dove ci sono condizioni favorevoli allo sviluppo di focolai temporanei o permanenti. La leishmaniosi canina è una malattia parassitaria causata da un protozoo flagellato, Leishmania infantum, microorganismo trasmesso al cane attraverso la puntura di un vettore ematofago, il flebotomo (pappatacio), un insetto simile alla zanzara ma molto più piccolo. Nelle aree endemiche, la leishmaniosi canina rappresenta un grave problema per la salute pubblica, soprattutto per l’elevata percentuale di cani asintomatici, che rappresentano lo stesso potenziali serbatoi (reservoir domestico) di Leishmania infantum al pari dei soggetti sintomatici. Infatti Leishmaniosi è classificata come una malattia contagiosa a carattere zoonosico. La trasmissione avviene sempre tramite il vettore (flebotomo) che punge l’uomo. Non c’è una trasmissione diretta da cane a uomo.
Leishmaniosi è una malattia che, se non curata con adeguate terapie, è mortale. Prima di decidere se e come trattare un’animale infetto, bisogna distinguere se è in uno stato di infezione, quindi non è un soggetto da trattare, o è malato, quando mostra uno o più segni clinici di leishmaniosi.
A partire dai 6 mesi di età il cane può essere vaccinato. E’ chiaro che il cane non deve aver contratto la Leishmaniosi, quindi va precedentemente testato in caso di dubbi. Il protocollo vaccinale prevede tre iniezioni a distanza di 3 settimane l’una dall’altra. Il cane sarà protetto a partire da quattro settimane dopo la terza iniezione. La durata dell’immunità è di un anno e quindi il richiamo è annuale. Oltre ad effettuare la vaccinazione, si consiglia comunque di attuare le altre misure preventive atte a ridurre l’esposizione al flebotomo: come applicare lo stesso repellenti e tenere il cane in casa durante la notte (periodo di maggiore attività dei flebotomi). Questo è particolarmente importante durante il primo ciclo di vaccinazione quando non esiste ancora nessun tipo di protezione immunologica.
Inoltre è raccomandato, prima della vaccinazione, sverminare i cani perché un’infestazione cronica da vermi può deviare la specifica risposta immunitaria dal parassita Leishmania ad altri parassiti.