Caso del Mese: idrocefalo, cucciolo di 30 giorni

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Un cucciolo maschio meticcio di circa 30 giorni veniva portato presso la nostra clinica veterinaria con una vasta lesione cranica, a carico della regione fronto-parietale, di consistenza pastosa e cedevole alla palpazione. Dimensioni circa 3 cm in diametro, la lesione non era dolente, il cucciolo sottoposto a check up clinico non manifestava altre alterazioni significative, l’esame ortopedico era negativo e non si segnalavano deficit motori.
I principali rilievi clinici erano tutti normali, tuttavia ad un più accurato screening neurologico si apprezzava un significativo deficit del visus, con difficoltà di orientamento. Ciononostante la funzionalità uditiva era perfettamente conservata, così come le altre capacità sensoriali. Il cucciolo si alimentava normalmente e le sue funzioni metaboliche erano conservate.
Si procedeva pertanto ad uno studio radiografico del cranio nelle proiezioni LL, VD e DV.
Il controllo radiografico quindi metteva in risalto una fissurazione marcata della sutura coronale, a carico della regione frontale e parietale, con fuoriuscita del contenuto intracranico.
Alle radiografie era pertanto possibile notare la posizione ectopica del suddetto materiale, apprezzabile per palpazione attraverso l’esame clinico; la regione appariva edematosa, tuttavia non calda né dolente. Alla luce del quadro radiografico si emetteva una diagnosi di idrocefalo di marcata
entità possibilmente di origine spontanea conseguente alla fase post partum, tuttavia anche alla luce dell’anamnesi incompleta non era possibile escludere una presunta origine traumatica.
Veniva quindi impostato un protocollo terapeutico con l’intento di ridurre il più possibile la reazione edematosa localmente ed il conseguente ritorno nella sede originaria del materiale ectopico.
Il protocollo veniva chiaramente impostato sui parametri del cucciolo che pesava poche centinaia di grammi e che inizialmente era anche defedato, per l’assenza di
cure idonee e la presenza significativa di parassitosi gastrointestinale. Il protocollo terapeutico prevedeva la somministrazione die di prednsione diluito in fisiologica IM, per 5 giorni consecutivi, e quella di mannitolo sid al dosaggio di 1,5 g/kg, tuttavia si optava per la formulazione per OS, piuttosto che quella EV, disponendo di opportuna preparazione galenica appositamente creata per il paziente, risultando in tal modo più pratica la somministrazione ma anche il controllo degli effetti collaterali del farmaco stesso, molto più che attraverso la via endovenosa.
Il mannitolo veniva somministrato sid per un totale di 10 giorni, il prednisone invece, dopo un’iniziale dose di attacco, veniva somministrato con dosi progressivamente scalari dal sesto giorno al dodicesimo.
Si otteneva una risoluzione completa dell’area edematosa cranica, si procedeva ad un nuovo controllo radiografico che mostrava la parziale chiusura della fissurazione, che tuttavia non era ancora del tutto completa.
Si imponeva il riposo assoluto del cucciolo per successivi dieci giorni per ridurre al massimo la possibilità di traumi in quella sede, infine si procedeva alla sua dimissione.

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