Linfoma Felino

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Pasquale, gatto maschio intero di anni 8, razza Europeo a pelo raso, viene presentato a isita il giorno 23 Aprile, per una sintomatologia neurologica a carattere acuto. Sottoposto ad un approfondito EOG ed EOP, Pasquale mostrava dei segni tipici da intossicazione da ermetrina, di cui atassia, vocalizzazioni, midriasi, scialorrea profusa erano tra i piu` eclatanti. La proprietaria riferiva di avere usato un prodotto antiparassitario nei giorni precedenti, ad elevata concentrazione del principio attivo, che usato tanto nell’ ambiente domestico quanto sul gatto stesso, aveva innescato una reazione assai violenta.
Venivano prospettati il ricovero e successivi accertamenti. Nel corso dell’iter diagnostico, si metteva in evidenza una marcata leucocitosi con notevole alterazione della formula leucocitaria, in particolare linfocitosi e neutrofilia, oltre ad un innalzamento degli eosinofili. L’esame biochimico metteva in risalto un’alterazione significativa del profilo epatico e renale, ma non interamente riconducibile allo stato intossicativo da Permetrina accertato sul gatto stesso. Veniva impostata una terapia ad hoc per la sintomatologia nervosa del paziente, che tuttavia in 3-4 giorni si riprendeva pienamente.
Ciononostante le condizioni di Pasquale rimanevano instabili, l’emocromo confermava le alterazioni del giorno di ricovero, ed i valori di Hb, Hct e GR iniziavano rapidamente a scendere sotto il range fisiologico. Ad un successivo esame clinico si apprezzava una linfoadenomegalia diffusa, specie a carico dei linfonodi inter e retro mandibolari nonche` quelli prescapolari. Si decideva per un agoaspirato linfonodale, eseguito in doppio esame, a carico dei linfonodi prescapolari, che apparivano enormemente aumentati di volume, freddi e non dolenti. L’esame citologico dava la seguente indicazione diagnostica:
linfoma centrocitico-centroblastico. Si procedeva con la stadiazione del paziente, previo studio radiografico con tre proiezioni del torace ed anche una radiografia dell’addome, seguito da un check-up ecografico, eseguito lo screening per le malattie infettive, il gatto risultava negativo per FIV e FeLV. I suddetti esami diagnostici non mettevano in risalto la presenza di lesioni d’organo, o alterazioni significative, a parte una reattività` marcata del pacchetto linfonodale intestinale e del mediastino. Si prospettava al proprietario un ulteriore step d’approfondimento diagnostico attraverso un esame di citofluorimetria a flusso ed identificazione dell’immunofenotipo ed esame del midollo.
Tra le sindromi paraneoplastiche riscontrabili nel linfoma felino, Pasquale presentava soprattutto iperazotemia e ipoalbuminemia, mentre non si evidenziava ipercalcemia (piu` raro come evento infatti). Il proprietario a causa di ragioni economiche non riusciva a farsi
carico delle ulteriori spese ai fini diagnostici, pertanto optava per iniziare comunque un protocollo terapeutico di emergenza (rescue protocol), in ragione della gravita` dello stato clinico di Pasquale. In data 11 Maggio 2013, veniva impostato un protocollo chemioterapico di tipo COP, con un follow up di tre mesi. S’iniziava con la somministrazione di Prendisone (10mg per OS die), cui facevano seguito Ciclofosfamide (Endoxan, 300mg/m2 per OS, nelle settimane 1-4-7-10-13), Vincristina (0,75mg/m2 IV) ogni settimana fino alla tredicesima.
L’obiettivo, in relazione alla risposta del paziente, era di procedere ad un secondo ciclo chemioterapico, dopo la tredicesima settimana, ogni tre settimane per i successivi 12 mesi.
Tuttavia a causa di ristrettezze economiche da parte del proprietario, s’interrompeva il protocollo suddetto, e neppure una seconda opzione terapeutica, consistente nella somministrazione di Prednisone (10 mg/die per OS), e Clorambucile (15 mg/m2 ogni 24h per 4 gg), non veniva accettata.
Il proprietario decideva di procedere soltanto con la somministrazione di Prednsione per OS a casa a seguito della dimissione, al momento della quale l’emocromo di controllo metteva in evidenza il persistere di una grave leucocitosi sino ad oltre trentamila GB. Una volta dimesso dalla struttura, Pasquale restava a casa con il proprietario per un’altra settimana prima dell’exitus.

Dott. Francesco Cerami