Condrosarcoma canino Zoe

ZOE CSA

Zoe, femmina intera di razza Golden Retriver, di età 2 anni veniva portata a visita per una tumefazione a carico dell’arto anteriore dx interessante l’estremità distale dell’avambraccio, associata ad algia alla palpazione e zoppia di secondo/terzo grado sia in stazione che durante la fase dinamica.
In anamnesi non veniva riferito alcun evento particolare a carico dell’arto interessato dalla tumefazione, la quale veniva riferito che si fosse accentuata nell’ultimo mese circa, originariamente grande quanto una piccola noce, assumeva successivamente le dimensioni di un mandarino, e si associava a sintomatologia evidente; cute sovrastante la tumefazione integra, moderata presenza di edema infiammatorio, assenza di linfoadenomegalia e quadro clinico generale nella norma.
Veniva eseguito uno studio radiografico della regione critica e si metteva in risalto un quadro fortemente sospetto di lesione a carattere neoplastico dell’estremità distale dell’ulna dx; si apprezzava la presenza di estesa lesione a carattere osteolitico, con marcata perdita di sostanza locale, marcata reattività periostale della componente ossea limitrofa, senza interessamento del radio sia al livello della parte distale che lungo la diafisi e l’estremità prossimale; inoltre la compagine articolare del carpo non appariva interessata dalla suddetta lesione. Zoe veniva in via preventiva messa sotto terapia antibiotica ed analgesica e si programmava un day hospital di stadiazione del suo quadro clinico, che risultava essere negativo complessivamente per il rischio di eventuali metastasi a distanza del potenziale tumore osseo in sede ulnare, gli accertamenti ecografici, radiografici del torace e lo screening attraverso gli esami del sangue, non davano segni e/o alterazioni ascrivibili a processo di metastatizzazione in atto.
Eseguita la biopsia ossea a carico della lesione dell’ulna dx, venivano eseguiti numerosi “carotaggi” di tessuto necessari sia per l’allestimento dello screening citologico che poi da ultimo, dell’esame istologico. Sebbene la componente infiammatoria fosse estremamente marcata già l’esame citologico aveva espresso forte sospetto di neoplasia di origine mesenchimale, successivamente confermata mediante opportuno esame istologico il cui referto dava chiaramente esito di condrosarcoma canino associato ad un indice mitotico medio.
Per esplicita richiesta del proprietario, restio ad accettare l’impatto psicologico di un’amputazione, ma alla luce anche della stadiazione eseguita sul paziente e soprattutto del quadro radiografico che individuava una lesione ancora circoscritta, e per le caratteristiche della neoplasia, si procedeva ad intervento chirurgico conservativo, mediante ostectomia parziale dell’ulna dx, applicazione di drenaggio, tutore semi rigido nelle prime giornate post intervento.
Il paziente veniva mantenuto sotto adeguata terapia analgesica, antibiotica ed antiedemigena. Tuttavia nonostante un’iniziale ottima risposta post chirurgica da parte del paziente, già nelle due settimane successive, conseguenti alla dimissione, Zoe accusava estesa flogosi ed edema a carico dei tessuti molli dell’estremità distale dell’arto anteriore dx, in specie lungo tutto il margine dorsolaterale, viceversa non venivano registrate complicazioni post chirurgiche lungo il margine mediale dell’avambraccio, sede di approccio chirurgico.
I controlli radiografici ad un mese dal precedente intervento chirurgico mettevano inequivocabilmente in risalto un mancato controllo del processo tumorale, che appariva esteso oltre i margini dell’ostectomia ulnare e con evidente interessamento del radio lungo tutto il suo sviluppo dall’epifisi distale a quella prossimale con marcata reattività periostale e grave danno vascolare locale; l’arto appariva gonfio, dolente, con marcata essudazione e mancato carico su di esso con inevitabile zoppia di quarto grado.

ZOE CSA 2

Una nuova stadiazione clinico-diagnostica del paziente consentiva di valutare le condizioni di Zoe assolutamente stabili, con un quadro generale del tutto sovrapponibile a quello di un paio di mesi prima circa, d’accordo con il proprietario, si procedeva con un secondo intervento chirurgico, con un approccio molto più radicale, consistente in amputazione dell’arto anteriore dx mediante scapulectomia ed asportazione della componente linfonodale satellite, in particolar modo del cavo ascellare. Il paziente veniva ricoverato e tenuto in osservazione per 8 giorni, manteneva il drenaggio per 4 giorni; la sua ripresa post operatoria veniva valutata ottima, lo stato generale molto buono, procedeva a tentativi di deambulazione sin dalle prime 12 ore post chirurgia e nelle giornate di degenza era perfettamente in grado di camminare e correre in assenza di problematiche e di dolore.
Post dimissione Zoe manteneva un ottimo quadro clinico generale, il proprietario non aveva alcuna difficoltà a portare a termine il protocollo terapeutico per la copertura antibiotica ed analgesica. Nel follow up si pianificavano ravvicinati controlli clinici, a 3 mesi e successivamente a 6-9-12 mesi, mediante esami ematologici e controlli ecografici e radiografici del torace. In ragione della tipologia della neoplasia trattata, della sua scarsa sensibilità a molecole di chemioterapici, ed in assenza di un protocollo ufficiale di trattamento per il condrosarcoma canino, il cui gold standard è rappresentato dalla chirurgia aggressiva e radicale, Zoe veniva mantenuta sotto stretta osservazione, con una proiezione auspicata del suo MST a 540 giorni dalla chirurgia, come mediamente osservato in presenza di tale tipologia tumorale canina.

Arto post ostectomia

Zoe arto post ostectomia